
Autore: Ortensio Zecchino
Testata: il Foglio (supplemento)
L’ARTICOLO DI ORTENSIO ZECCHINO, USCITO SU IL FOGLIO IL 31 MAGGIO 2025, ANALIZZA LE TRE ENCICLICHE SOCIALI DI LEONE XIII E L’INTERPRETAZIONE OFFERTA DA DON LUIGI STURZO, CHE NE COGLIE SUBITO IL SIGNIFICATO E NE TRADUCE L’EREDITÀ IN IMPEGNO E PENSIERO POLITICO.
Eletto dopo la presa di Porta Pia, Leone XIII è il primo pontefice a guidare una Chiesa privata del potere temporale. Invece di arroccarsi su posizioni difensive, affronta con coraggio la modernità, segnata dal dominio della cultura positivista e marxista, che tende a espellere la dimensione spirituale dalla vita umana. Le sue tre encicliche costituiscono un progressivo approfondimento della questione sociale e una risposta articolata alle sfide dell’epoca.
La Quod apostolici muneris condanna aspramente socialismo, comunismo e nichilismo, accusandoli di voler sovvertire valori fondamentali come la proprietà privata e l’unione familiare, attirando i poveri con un’interpretazione distorta dell’uguaglianza evangelica.
La Rerum novarum, testo fondativo della dottrina sociale della Chiesa, denuncia le ingiustizie subite dagli operai nel sistema capitalistico e stabilisce princìpi chiave: la famiglia come nucleo autonomo rispetto allo Stato, la giustizia distributiva, il diritto a una giusta mercede e alla formazione di associazioni professionali. Viene accolta con sorpresa anche in ambito ecclesiastico, per la sua attenzione innovativa verso la questione operaia.
La Graves de communi re chiarisce il significato delle due precedenti, condannando la “democrazia sociale” in quanto estranea all’ordine soprannaturale e distinguendola dalla “democrazia cristiana”, che non assume connotazione politica ma designa un’azione caritativa a favore del popolo.
Luigi Sturzo, che commenta Leone XIII già pochi giorni dopo la sua morte, ne apprezza la capacità di avviare una conciliazione con la modernità senza cedere ai compromessi. Sottolinea il suo ruolo nell’aprire spazi alla partecipazione politica dei cattolici nelle amministrazioni locali e vede nella Rerum novarum un impulso decisivo verso il moderno sindacalismo.
Infine, Sturzo attribuisce a Leone XIII il merito di aver spinto la Chiesa a confrontarsi con la civiltà moderna, riscoprendo la sua vocazione al bene comune e al sostegno dei deboli, promuovendo una “ragione morale” alla base della società.
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Tre encicliche dedicate alla modernità